la ballata dell’oblio – Adriana Rigonat

Inaugura presso sala Xenìa la mostra personale di Adriana Rigonat, il giorno 8 giugno 2024 alle ore 18.30. 

 

Adriana Rigonat vive e lavora a Trieste. Nel corso della sua lunga carriera artistica ha esposto le sue opere in quasi duecento mostre e ricevuto numerosi premi nazionali. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. 

 

L’impiego della tecnica mista su carta distingue le opere dell’artista, risultanti dall’utilizzo di colori acrilici, carboncini e pastelli. La sua ultima produzione è caratterizzata dall’inserimento del collage fotografico. Attraverso l’uso della fotocopiatrice, Rigonat inserisce la fotografia nelle sue opere, strappando e muovendo le immagini in corso di stampa, adoperando l’immagine fotografica come uno degli strumenti della sua tavolozza. L’impiego della fotografia si coniuga con l’uso espressionistico del colore: la gamma cromatica adoperata non esclude alcuna tonalità e viene ritmata dal susseguirsi del segno nero, spesso irregolare o appena accennato, che distingue le opere dell’artista.

 

La mostra espone diversi cicli pittorici realizzati da Adriana Rigonat nel corso dell’ultimo anno, nei quali l’indagine sull’uomo contemporaneo si declina in svariate tematiche centrali: la memoria e il ricordo, la danza e il corpo, la maschera. 

Fin dal primo sguardo, le opere di Rigonat pongono lo spettatore di fronte al compenetrarsi di temporalità differenti, nelle quali le figure rappresentate sembrano vorticare in un continuo altalenare tra il ricordo e l’avvenire ancora indefinito. La presenza di figure realistiche inserite tramite il collage fotografico dà inizialmente un’impressione storica alle opere di Rigonat, ma la rielaborazione delle immagini le rende sfuggenti alla fama di veridicità della quale gode solitamente l’arte fotografica. In tale modo, la rappresentazione fedele di un singolo individuo sfuma assumendo un valore universale, lasciando spazio all’interpretazione soggettiva dello spettatore. I frammenti estemporanei raccolti dall’artista creano un disorientamento che spinge a ricercare tracce del proprio futuro nel passato che ci sembra di veder rappresentato. Così, le figure presenti sulle tele perdono la loro originaria identità e i legami che le univano tra loro e all’artista, esistendo su piani temporali simultanei che, assieme, danno vita ad una memoria collettiva.

Il disorientamento che trapela dall’accostamento di immagini all’interno delle opere di Rigonat si riscontra anche nella dissociazione alla quale va incontro il danzatore che, preso dalla follia del movimento, lascia scivolare via da sé la maschera ed entra in contatto con il proprio dàimon, l’immagine di sé di cui ciascun individuo è portatore e verso cui tende nel corso della propria esistenza. Caduta la maschera pirandelliana dietro la quale ciascuno di noi si nasconde, le figure senza identità che appaiono nelle opere di Rigonat sono spinte a muoversi, a danzare assecondando la volontà del proprio corpo. Quest’ultimo si libera dalle costrizioni e dalla corruzione che gli viene assegnata storicamente in Occidente, per risalire, tramite il movimento, alla sua originaria trascendenza: quelli che vediamo sono quindi corpi sacri che partecipano alla costruzione del sé. Il dàimon e il corpo danzante collaborano così al divenire dell’io che normalmente si nasconde dietro le maschere che tante delle figure ritratte da Rigonat esibiscono. 

Location

Riva III Novembre, 7 – angolo Via Mazzini

Data e ora inaugurazione

8 giugno 2024
h 18.30

Giorni di apertura e Orari

8 – 21 giugno 2024

Orari di apertura_
tutti i giorni 10/13-15/20

Contatti

3476091354

info@tivarnellaart.com