La novella del buon demone – Elisabetta Bolaffio e Francesco Turco

Inaugura presso Sala Xenìa  «La novella del buon demone»: mostra bipersonale di Elisabetta Bolaffio e di Francesco Turco.
Si tratta di un’esposizione in cui verrà proposta una selezione di opere identificativa dei percorsi di ricerca dei due autori emergenti del territorio. Il dialogo genera una commistione di punti di vista differenti che si incontrano sull’indagine relativa all’εὐδαιμονία (eudaimonìa).

Una riflessione dunque che prende avvio dal concetto di δαίμων (dáimōn) quale principio generatore e impeto vitale.

Bolaffio ha negli anni indagato diverse tematiche e sperimentato innumerevoli tecniche, trovando nell’astrattismo un linguaggio limpido che si fonda su principi legati a un equilibrio compositivo, da lei sempre sperimentato e percepito nel suo carattere fondante, che le permetta una grande libertà espressiva. 

Propone commistioni tecniche da cui prende forma la corporeità dei dipinti, creando campiture apparentemente casuali con cui confrontarsi nell’atto pittorico. Quest’ultimo diviene così oggetto e soggetto del quadro, l’opera si esprime nel suo divenire, nella sua creazione e il fruitore, osservando l’opera, incontra solo il suo stato ultimo, priva di una parte di ciò che lo costituisce.
L’azione del dipingere è dunque elemento costituivo della realizzazione artistica e
in quest’ottica in cui la oggetto e azione costitutiva si sovrappongono originando un elemento che è al contempo atto e soggetto, Bolaffio crea un non-luogo che avvolge colui che osserva l’opera.
In questo orizzonte assume corpo e struttura il dialogo con le opere di Francesco Turco: autore triestino grazie al quale incontriamo una sequenza di intriganti tematiche che si inerpicano nel complesso terreno dell’arte macabra fra la dimensione greca della tragedia, l’ironia e la brutalità 

dell’equilibrio fra la vita e la morte. Una trasposizione di quella dicotomia sinergica insita nel concetto di δαίμων (dáimōn) e così emerge la sua poetica legata ad una declinazione dell’arte macabra che ha più interesse nella mortalità che nella morte. La pittura dell’artista triestino, ispirata alle medesime atmosfere di quella di James Ensor (motivo per cui si trova traccia nel lavoro di Turco della poetica secessionista), scova la potenza generata da un basilare ordine di natura per cui l’uomo è mortale. L’allontanamento della morte è in queste opere ancora un tema centrale che avviene attraverso l’ironia prodotta da una lotta con la fine.
La mostra sarà visitabile dal 12 al 25 ottobre, tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Location

Via Mazzini angolo Riva III Novembre – Trieste

Data e ora inaugurazione

11 ottobre 2023
h 19

Giorni di apertura e Orari

12-25 Ottobre 20

Orari di apertura_11-13/15-20

Contatti

3476091354

info@tivarnellaart.com