Photo courtesy by: Andrea Tomicich
A Trieste, negli spazi di Tivarnella Art Consulting, si è recentemente conclusa Boundless, la mostra personale del fotografo Hikari Kesho. Un progetto che ha saputo distinguersi per intensità visiva e coerenza concettuale, portando al centro della ricerca artistica una riflessione radicale sul concetto di bellezza. La serie fotografica presentata da Kesho si sviluppa attorno a una precisa indagine: cosa accade quando i canoni estetici tradizionali vengono sospesi? Le protagoniste delle sue immagini sono donne dai canoni classici, lontani dagli standard imposti dall’immaginario contemporaneo. Attraverso l’uso della legatura con corde di canapa, secondo la pratica giapponese dello Shibari (o Kinbaku), l’artista costruisce composizioni che trasformano il corpo in forma plastica, quasi scultorea. In questo contesto, la corda non è semplice strumento, ma elemento linguistico. Le tensioni, le compressioni e i segni lasciati sulla pelle generano un dialogo continuo tra luce e ombra, dando origine a volumi essenziali e a geometrie inattese. Il risultato è una visione che trascende la dimensione puramente estetica per entrare in una sfera più contemplativa e simbolica. Il riferimento alla tradizione giapponese è evidente, ma mai didascalico. Lo Shibari, nelle sue molteplici declinazioni – dalla meditazione condivisa alla pratica performativa – viene reinterpretato da Kesho come strumento di indagine artistica. Le modelle ritratte non appaiono costrette, ma immerse in uno stato di quiete e presenza, evocando quella sospensione poetica tipica degli haiku che accompagnano le opere. Il progetto si distingue anche per la sua capacità di ridefinire il corpo femminile fuori da ogni giudizio morale o sociale. Come osserva Elio Armando, “la carne, anziché aggredire o turbare, ritorna ad essere umana come nelle grandi Veneri-madre del Neolitico”. Un ritorno, quindi, a una dimensione originaria e fertile, dove la bellezza non è misura ma energia.
L’inaugurazione, avvenuta il 17 gennaio, ha ulteriormente amplificato il valore esperienziale della mostra. Durante la serata, la performance della compagna dell’artista, ha offerto al pubblico la possibilità di osservare dal vivo una legatura sospesa, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente immersivo e rituale. Un momento intenso, riservato a un pubblico selezionato, che ha sottolineato il carattere intimo e consapevole del progetto. Realizzata in collaborazione con l’Associazione Il Sestante, Boundless si configura come un lavoro che va oltre la fotografia, toccando territori che spaziano tra arte performativa, antropologia del corpo e riflessione estetica contemporanea. Un invito a guardare senza filtri, mettendo in discussione ciò che definiamo “bello” e aprendosi a nuove possibilità di percezione.
Con questa mostra, Hikari Kesho conferma una ricerca artistica capace di offrire un’esperienza visiva che resta impressa non solo per la sua forza estetica, ma per la sua capacità di interrogare lo sguardo.
