ECHOES – ADRIANA RIGONAT

ECHOES ADRIANA

Nella cornice dell’Hotel Duchi d’Aosta a Trieste, la mostra personale Echoes di Adriana Rigonat ha proposto, nell’ottobre 2025, un percorso intimo incentrato sul tema della memoria e sulla sua continua trasformazione. Un progetto che si inserisce con coerenza all’interno della ricerca dell’artista, da anni impegnata nell’indagine delle relazioni tra immagine, tempo e identità. Poliedrica e prolifica, Rigonat ha costruito nel corso della sua carriera un linguaggio riconoscibile, sviluppato attraverso l’uso della tecnica mista e, in particolare, del collage. Le sue opere nascono dall’incontro tra materiali, simboli e frammenti visivi, in cui elementi della memoria personale si intrecciano con riferimenti collettivi e culturali. In Echoes, la sua ricerca si concentra in modo specifico sulla natura dell’immagine come luogo di deposito e trasformazione. Le figure emergono da superfici stratificate, costruite attraverso sovrapposizioni, velature e cancellazioni. I contorni appaiono incerti, talvolta dissolti, come se l’immagine fosse costantemente sottoposta a un processo di perdita e riemersione. Gli spazi in cui queste presenze si collocano risultano sospesi, privi di una profondità definita. Il colore si distribuisce per accumuli e rarefazioni, alternando zone opache e trasparenti che contribuiscono a creare una percezione instabile. Più che rappresentare, le opere sembrano trattenere tracce, residui di qualcosa che affiora senza mai definirsi completamente. In questo senso, Echoes si configura come un invito a osservare non tanto ciò che è, ma ciò che permane nel tempo come traccia.

La mostra costruiva così uno spazio di contemplazione, in cui lo spettatore era chiamato a confrontarsi con immagini che sfuggono a una lettura univoca. Un percorso che conferma la capacità di Adriana Rigonat di tradurre in forma visiva la complessità del ricordo, trasformando la pittura in un luogo di stratificazione emotiva e percettiva.

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